Nino: la strada, gli errori, il rispetto

Esperienza di crescita professionale nel settore trasporti con Unigroup Service

Nino: la strada, gli errori, il rispetto

La mia crescita professionale non è nata da un piano, ma dalla strada, dagli errori e dal rispetto che ho imparato a guadagnarmi. Mi chiamo Antonio Fiorentini, ma tutti mi conoscono come Nino, e la mia storia è iniziata molto prima che Unigroup Service prendesse forma.

Ricordo la mia prima uscita in Verrini: mi diedero subito 34 consegne in una zona sconosciuta. Nessuna mappa, nessun aiuto. E da quel momento, ho deciso di non dormire più.

Verrini era un vero e proprio caos organizzativo. Dopo lo smistamento delle merci, ci si radunava in un piccolo corridoio dove si creavano i giri di consegna: litigi inutili, tempo perso, un disordine tale che ho visto colleghi scriversi il turno sul palmo della mano, o minacciare chi si lamentava per la zona. Era un sistema ingestibile.

E poi arrivò il terzo giorno. Avevo fatto un danno imperdonabile, rientrando alle otto di sera quando tutti i miei colleghi finivano massimo alle quattordici. Mezza fornitura di pesce era tornata indietro; un disastro. Sapevo che tutti i responsabili, compresi i rappresentanti, mi volevano “morto”. La mattina del quarto giorno, Filippo Burzone mi disse chiaramente: “O ti svegli, o stai a casa.”

La sera stessa, mi recai in ufficio con un’unica intenzione: rassegnare le mie dimissioni. Seduto sulla lunga scala che portava agli uffici, aspettavo di essere chiamato, tremante e con un nodo in gola.

Mentre ero lì, un signore ben vestito salì le scale. Mi spostai per farlo passare e gli chiesi scusa. Lui mi guardò: “Cosa ci fai qui a quest’ora?” Gli risposi, con la tristezza che si leggeva sul viso, che stavo aspettando di parlare con qualcuno per dimettermi. Si sedette accanto a me: “Perché? Non ti trovi bene qui?”

“Sì, signore,” risposi, “è che ieri ho fatto un danno imperdonabile.”

Mi osservò, e poi un sorriso: “Ah, tu sei il ragazzo del pasticcio di ieri! Bene, e dimmi, Nino, di tutto questo cosa hai imparato?”

“Che devo svegliarmi, signore,” risposi, senza esitazione.

Mi mise una mano sulla spalla. “Ti confido un segreto,” disse, “portalo sempre con te: la calma. Usa la testa, non farti prendere dalle urla.” Si alzò e salì in ufficio.

Poco dopo, sentii la voce di Burzone: “Sali, che ti parliamo!” Le gambe non le sentivo più, ma ero lì per pagare i miei errori. Entrai nell’ufficio, e dietro l’imponente scrivania c’erano Burzone, Chicco Fiorentino, e quel signore.

Mi fecero accomodare. Filippo Burzone ruppe il silenzio: “Sei stato graziato da lui.”

“Signore, grazie,” dissi.

“Lo sai chi è?” chiese Filippo.

“No,” risposi, ancora in stato of shock, “ma chiunque sia, sono qui per le mie responsabilità.”

A quel punto, il signore intervenne con una frase che non ho mai dimenticato: “Nino, anche io ho fatto errori, e tanti. L’importante è riconoscerli e perfezionarli. Siamo uomini, non macchine. Sono certo che tu diventerai un buon elemento.”

Quel signore era Alessandro Verrini, uno dei tanti fratelli a capo dell’azienda fondata da Antonio Verrini. In quel momento capii il valore di una seconda possibilità, della fiducia, e di come un errore possa diventare la più grande lezione.


 
La Nascita dello “SCHEMA” e la Spinta al Cambiamento

Dopo quasi tre anni in quel contesto caotico di Verrini, in cui ogni sera io e Giorgio Bellantoni ci prendevamo i “mal di pancia” per cercare di far quadrare quei benedetti turni, decisi che era ora di agire. Nessuno ci aveva mai provato, ma io volevo rivoluzionare la gestione delle consegne. Prima di agire, però, mi serviva conoscere a fondo non solo il lavoro, ma ogni singola zona e consegna. Così nacque lo SCHEMA: una pianificazione dettagliata dei giri, creata la sera prima. Avevo suddiviso il Piemonte in nove zone – Cuneo, Alba, Astigiano, Torino Centro e così via – e stilato una lista definitiva basata su studio ed esperienza. Il mattino dopo, i turni erano già compilati, con il nome dell’assegnatario. Questa mia iniziativa, che fu la base della mia successiva esperienza, nacque proprio da quella necessità di mettere ordine nel caos.


 
Il Passaggio da Verrini a Univex

Il mio addio a Verrini avvenne a causa di una ristrutturazione interna: Chicco Fiorentino, uno dei responsabili di Verrini, mi chiamò e, con rammarico, mi disse: “Nino, siamo costretti a licenziarti poiché abbiamo preso dei padroncini.” Nonostante quella notizia, fu lo stesso Chicco ad aiutarmi ad entrare in Univex, e per questo non fu un crollo: la mia strada, ricca di insegnamenti, continuò con una nuova opportunità.


 
Univex: Nuove Sfide, Stessi Valori

Poi arrivò Univex. Appena tre giorni dopo, un giovane supervisore mi allontanò. I clienti chiedevano di me e questo, a quanto pare, “dava fastidio”. Ma la verità non tardò a venire a galla: fui richiamato da Alessandro Panizza, braccio destro di Gianluca Lanata, il fondatore di UNIVEX S.R.L. Da lì, la fiducia crebbe. Partimmo con tre mezzi, e con il tempo, rispetto e passione… mi videro affidare la gestione di ben 15 veicoli.

Ancor prima di pensare a un’app, avevo già sviluppato un portale online. Era una vera e propria piattaforma dove gestivo i turni, le comunicazioni e i rapporti giornalieri. Permetteva una visione in tempo reale di dove si trovavano i mezzi, dei resi e dei rapporti ufficiali, ed era accessibile anche a Verrini.

Dopo circa due anni in Univex, spinto dalla mia visione di ottimizzazione, sviluppai una prima versione di un’applicazione per smartphone dedicata alla gestione totale delle consegne per Univex.

Ma in Univex, non ero solo un autista. Mi occupavo della gestione dei mezzi, del coordinamento delle consegne, del rapporto con i clienti. Quando c’era da risolvere un problema, mandavano me. Quando un cliente si lamentava, mandavano me. E quando c’era da effettuare le prime consegne nei nuovi punti vendita — come Mercatò, Conad o Coop — mandavano me. Dovevo capire dove si trovavano, come raggiungerli, come non sbagliare. Perché in certi momenti, serve qualcuno che non si perde.


 
I Maestri della Strada: Lezioni Indelebili

In quegli anni, tre persone hanno lasciato un segno profondo nel mio percorso:

  • Giorgio Bellantoni, una figura di spicco e un amico vero. Fin dai primi giorni, non mi ha mai abbandonato e ha cercato in ogni modo di aiutarmi. Ricordo quando “Quel maledetto giorno, alle otto di sera, cercava in tutti modi di indicarmi i clienti. Non voleva lasciarmi solo.” Giorgio non era solo un collega, era un maestro. Uno che ti insegnava il mestiere senza mai farti pesare l’errore.

  • Filippo Burzone, responsabile del Mercato Ittico di Savona. Per molti era un orso, ma dietro quella scorza dura, c’era un uomo che voleva il meglio per chi ci credeva davvero. I suoi richiami erano investimenti. “Svegliati!” mi disse una volta. Filippo non c’è più, ma il suo modo di credere nelle persone… resta vivo in me.

  • Chicco Fiorentino — una presenza silenziosa ma fondamentale. Fu lui ad aiutarmi anche con l’assunzione in Univex. Uno che non ha mai chiesto nulla, ma ha dato tanto. Un giorno, con la sua calma, mi disse: “Hai fatto grande gli altri. Ora fallo per te.” Non era un consiglio. Era un passaggio di testimone. E fu proprio allora che, ispirato dalle sue parole, aprii la mia Unigroup Service S.r.l. Due cognomi simili, ma il rispetto tra me e Chicco… non era un caso.


 
La Mia Squadra, Un Nuovo Inizio e le Sfide del Mercato

Il giorno del mio compleanno, i colleghi di Univex, la mia squadra di cui ero il referente responsabile, si presentarono in silenzio. In mano, una torta con una sola scritta: “La tua squadra.” Nessun discorso. Solo rispetto vero, guadagnato giorno dopo giorno. In quel momento, capii che non avevo solo fatto bene il mio lavoro. Avevo lasciato un segno.

Anni dopo, conclusa la mia lunga esperienza in Univex, sentii che era il momento di dare forma a tutto ciò che avevo imparato. Così, seguendo quell’impulso, diedi vita alla mia Unigroup Service S.r.l.. L’applicazione che avevo sviluppato in Univex, con la sua gestione totale, fu naturalmente convertita e adattata per la mia nuova realtà, assumendo il nome di UniGroup Service S.R.L.. Non era una vendetta, era una risposta, trasformando il mestiere, gli errori, le albe, i richiami e la fiducia ricevuta in una nuova realtà.


 
Nascita di Unigroup Service Srl

Poco dopo la nascita della mia azienda, nel 2021, la storica azienda Verrini fu acquisita dal Gruppo MARR. Per me, come azienda neonata, questo significò rimanere fuori da quel contesto, un’opportunità mancata in quel preciso momento. Ma anche questa non fu una sconfitta. Ogni esperienza, ogni ostacolo, ogni fiducia riposta è diventata la base per costruire ciò che Unigroup Service è oggi.

Dedica: A Filippo Burzone, un uomo che con la sua schiettezza e la sua profonda fiducia nel potenziale altrui, ha saputo infondere la forza necessaria per non mollare mai. Il suo spirito e i suoi insegnamenti vivono ancora in ogni sfida che affronto.


Una precisazione dall’autore: Ogni storia è un viaggio unico, e questa narrazione non fa eccezione. Le vicende e le interazioni descritte in questo racconto riflettono le esperienze, le sensazioni e le percezioni personali di Antonio “Nino” Fiorentini durante il suo percorso professionale. Sono qui condivise con l’obiettivo di ispirare e mostrare la crescita, senza alcun intento diffamatorio o denigratorio nei confronti delle persone, delle organizzazioni o degli eventi menzionati.


 

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